La CREDIART – Confidi della CLAAI Campania – unitamente a molti altri Confidi, di riferimento delle altre Associazioni dell’Artigianato e delle PMI, assistiti dall’avvocato Ezio Maria Zuppardi, hanno prodotto ricorso al TAR avverso al “Disciplinare di definizione delle modalità di controllo al fine di assicurare il rispetto da parte dei confidi delle disposizioni stabilite nella legge ex art 11 L.R. 10/08”.
Il ricorso è stato determinato dalla volontà perseguita dalla Regione Campania, in primis dall’Assessorato alle Attività Produttive, di tagliar fuori dalle provvidenze previste dalla citata Legge Regionale la stragrande maggioranza delle micro, piccole e, anche, medie imprese.
Infatti, l’art. 6 del “Disciplinare” al 4° comma prevede per le imprese che intendono richiedere i benefici previsti dalla legge regionale di “essere in regime di contabilità ordinaria”.
La suddetta, apparentemente innocua previsione non concede alla stragrande maggioranza di imprese campane (circa il 65%) i benefici previsti.
Pertanto, tale norma è manifestamente iniqua, oltrechè inopportuna, sul piano politico.
Solo una piccola parte, le imprese più strutturate sul piano organizzativo, utilizzano il regime della cosiddetta contabilità ordinaria che è obbligatoria per chi sviluppa un volume di affari superiore ad €. 309.874,14 per attività di servizi, ad €. 516.456,90 per attività di produzione e per tutte le società di capitale. Gli ultimi dati disponibili elaborati su dichiarazione fiscale UNICO 2007 affermano che nel regime fiscale semplificato operano in Campania 224.855 (pari al 64,27% del totale) imprese rispetto a 125.025 che operano in regime di contabilità ordinaria.
Oltretutto è bene sottolineare che la restrizione dei soggetti beneficiari delle agevolazioni di cui alla Legge ed al Disciplinare crea ulteriori enormi problemi alle PMI campane nell’accesso al credito, reso già particolarmente difficile dall’attuale situazione di crisi economica e finanziaria.
Inoltre, la norma sopra evidenziata si pone in netto contrasto con il regolamento comunitario n. 1998 del 2006 e con la legge 326 del 24/11/2003; entrambi tali provvedimenti normativi risultano richiamati e posti a base della Legge e del Disciplinare.
Le Organizzazioni dell’Artigianato, del Commercio e delle PMI, unitamente ai Confidi, hanno provato, più volte e con documentazione a comprova, a esporre all’Assessore Regionale alle Attività Produttive, ai dirigenti dell’assessorato, al Presidente e ai componenti la 3° Commissione Consiliare le proprie ragioni affermando come la suddetta norma è da considerarsi una vera e propria ingiustizia. Purtroppo i risultati sono stati nulli.
Una politica siffatta contraddice la sempre sbandierata enunciazione, purtroppo spesso solo annunciata, di programmare una politica regionale per favorire lo sviluppo e il consolidamento dell’artigianato, delle piccole e medie imprese.
I Confidi, le piccole e medie imprese e le Organizzazioni di riferimento, considerato la non comprensibile e perdurante determinazione della Regione Campania, non hanno avuto altra possibilità che intraprende la strada del tribunale amministrativo.










