Soggetti revocati: arrivano tempi duri
Al via lo schedario contro le truffe
E’ ormai operativo l’archivio informatizzato contenente i dati identificativi dei soggetti revocati dall’uso di carte di credito e dall’emissione di assegni.
I reati di emissione di assegni senza provvista o senza autorizzazione erano in precedenza puniti con la revoca della convenzione di assegno da parte della banca trattaria nonché con la sanzione pecuniaria prevista per l’emissione dell’assegno a vuoto.
Oggi con la depenalizzazione dei reati minori, oltre che con la sanzione amministrativa, si è punito i reati in questione con quella dell’inserimento di tutti i dati identificativi del soggetto autore della violazione in un archivio centralizzato ed informatizzato, posto sotto la diretta vigilanza della Banca D’Italia, la quale avrà il preciso compito di controllare l’attività dell’ente responsabile dell’archivio, verificandone l’affidabilità e l’efficienza della gestione.
A garantire l’affluenza, l’esattezza e la completezza dei dati provvederanno – attraverso sofisticati sistemi telematici – banche, uffici postali, prefetture, autorità giudiziaria, e tutti gli intermediari abilitati ad emettere assegni. E’ chiaro che la finalità che si è intesa raggiungere con l’archivio è quella di un efficace deterrente contro coloro che abusavano di titoli di credito, stipulando convenzioni di assegno con più banche, sicuri che la revoca subita da una di queste non possa comunque essere nota alle altre. Tale sistema consentirà a tutti coloro che potranno accedere all’archivio di conoscere: a) gli estremi identificativi dei soggetti traenti assegni senza autorizzazione o provvista o comunque titolari di carte di credito revocate per mancato pagamento o mancanza di fondi; b) le coordinate, gli importi dei predetti assegni nonché di quelli smarriti o rubati; c) il numero e la scadenza delle carte di credito revocate, rubate o smarrite; d) i dati relativi all’autorità procedente.
Tale sistema operativo, potrà essere di enorme utilità per le banche, per gli intermediari finanziari, per l’Autorità giudiziaria e di Polizia, costituendo un insostituibile strumento di indagine da affiancare agli altri già adoperati.
Gianluca Stanzione
dal Notiziario CLAAI – Aprile 2002










