Alcune linee guida dagli esperti della Claai Napoli
Da troppo l’ente di sviluppo artigiano non viene valorizzato come dovrebbe
L’Ersva va ammodernato e potenziato e la Regione deve cogliere e favorire le occasioni di sviluppo che possono essere realizzate per le piccole imprese campane attraverso il rilancio della struttura.
Da troppo tempo si parla di una completa e radicale ristrutturazione degli enti strumentali della Regione Campania.
Se qualche passo in avanti si è fatto in altri comparti, in quello della piccola e media impresa siamo all’anno zero.
E’ a tutti noto che l’Eersva è stato istituito in un periodo, gli anni ’70, in cui non si erano ancora verificati i cambiamenti politico economici e tecnologici cui abbiamo assistito. Le stesse categorie dei soggetti destinatari dell’attività di sostegno, indicati nella legge istitutiva per certi versi, non sono più gli stessi.
Ciò sia perché il concetto di impresa artigiana nella legislazione nazionale ha subito rilevanti modifiche ed integrazioni sia perché, sul piano comunitario si preferisce parlare di piccola impresa, in senso lato, senza distinzioni esterne tra impresa artigiana e piccola impresa.
Sulla base delle evoluzioni del sistema legislativo e regolamentare interno ed esterno è giusto che anche gli enti strumentali della Regione Campania vengano ammodernati e rilanciati.
Nel caso dell’Ersva è necessario fare qualcosa di più.
Non si può ignorare che l’ente da troppi anni sta vivendo un periodo di buio.
Infatti, pur apprezzando gli sforzi profusi da chi ne ha la rappresentanza e dal personale, non si può immaginare che una struttura così importante sia commissariata da quasi un decennio.
Tali attività fieristiche, le uniche intraprese, sono però del tutto insufficienti perché si realizzino i tanto auspicati sviluppo e valorizzazione dell’artigianato e della piccola impresa.
Sviluppo e valorizzazione delle imprese che, se realizzati attraverso una efficace politica regionale, devono tradursi in:
a) crescita occupazionale;
b) aumento dei fatturati;
c) internazionalizzazione ed acquisizione di nuovi mercati sia interni che
esteri;
d) incremento dei patrimoni aziendali;
e) miglioramento dei processi produttivi;
f) innovazioni di prodotto.
Riteniamo che finora tutto ciò non sia stato realizzato dall’ente dall’inizio della sua storia. Ci appelliamo all’assessore Alois perché si convochi un tavolo tra le organizzazioni di rappresentanza degli interessi delle piccole imprese artigiane per realizzare un percorso che porti la struttura a svolgere un ruolo utile e di supporto per tutto il sistema imprenditoriale di riferimento. Per la struttura ed il funzionamento interno dell’ente, le proposte che la Claai formula sono queste:
a) eliminazione del consiglio;
b) potenziamento delle competenze dell’esecutivo;
c) possibilità di scegliere il direttore;
d) adeguamento degli obiettivi e delle finalità alle esigenze della moderna
economia.
Sul piano “esterno”, appare necessario un sensibile e rapido incremento da parte della Regione dell’ammontare delle risorse messe a disposizione di tale struttura, nonché la creazione di procedure di verifica periodica dei risultati concretamente ottenuti.
Speriamo che la nostra non rimanga una voce isolata e l’idea di rilancio non debba essere inserita nel – già voluminoso – libro dei sogni.
Alessandro Limatola
dal Notiziario CLAAI – Luglio 2002










