QUALITA’ & SVILUPPO – Un nuovo approccio per la gestione dei processi
Con il programma Sei Sigma
Si imbocca la via dell’efficienza
di SALVATORE CORTESE*
Abbiamo già in passato discusso del concetto di miglioramento continuo come metodologia di innovazione ed evoluzione delle attività produttive, la cui sequenza ideata da Deming basata sul cosi detto ciclo Pdca (Plan, Do, Check, Action).
In questo ciclo si inserisce la logica dei sistemi qualità, prima con la versione delle norme edizione 1994, che creano i presupposti minimi organizzativi verso il miglioramento continuo, poi con la versione 2000, in cui viene introdotta la logica di processo, degli indicatori per la misura delle performance degli stessi e l’orientamento al cliente.
Il programma “sei sigma” si posiziona a livello intermedio da un lato sulla organizzazione dei processi e sulla strutturazione del processo di miglioramento continuo, e dall’altra presidia la efficienza ed efficacia degli stessi con la metrica statistica dei sei sigma.
Ma che cosa sono i 6 sigma? Per lo studio delle variazioni di un processo avente una distribuzione normale (gaussiano), vengono utilizzate le carte di controllo, costituite da tre linee orizzontali, una centrale una superiore ed una inferiore. Questi spazi delimitati da tali linee, vengono suddivise a loro volte due ulteriori linee, tre che vanno da quelle centrale a quella superiore, tre dalla linea centrale alla inferiore.
Dalla linea centrale a quella superiore i tre spazi così delimitati rappresentano + 3 sigma, dalla linea centrale a quella inferiore le tre linee rappresentano – 3 sigma.
In sostanza in un processo produttivo, si tratta di applicare determinati procedimenti ben congegnati e sperimentati (processi ottimizzati e controllati), al fine che i materiali da trasformare nel processo produttivo in prodotti finali, siano conformi con una probabilità pari al 99 per cento circa, quindi con scarti di produzioni limitati a numeri bassissimi.
Se invece si considera 4 sigma, cioè lo spazio compreso tra la linea centrale e le due linee superiori, e le due linee inferiori, che rappresentano rispettivamente + 2 sigma e – 2 sigma, avremo nel totale 4 sigma, in cui cadono in termini statistici (cioè come probabilità potenziale) il 95,5 per cento dei prodotti conformi.
Quindi avere un programma di sei sigma, significa creare un target di sistema produttivo, che ha come obiettivo potenziale, quello di ottenere un prodotto finale che abbia prodotti non conformi (non difettosi) con una probabilità estremamente bassa, e soddisfare le esigenze dei destinatari che possano ricevere con bassissime probabilità un prodotto che soddisfi i requisiti dichiarati ed attesi dagli utilizzatori. Ad esempio la Motorola, colosso multinazionale dell’elettronica, in passato ha applicato un piano sei sigma. L’investimento è giustificato, nel senso che se un utilizzatore acquista un prodotto le cui funzionalità risultano essere difettose, l’azienda deve sopportare i costi per inviare il prodotto in garanzia ed il costo della sicura insoddisfazione del cliente. Pertanto date le dimensioni, riuscire a ridurre anche del solo 1 per cento i prodotti non conformi o difettosi comporta un risparmio considerevole dati i numeri alti dei prodotti venduti.Recentemente sperimentazioni di tale approccio sono state eseguite anche nelle piccole e medie imprese, che in relazione alla tipologia aziendale e di prodotto viene valutato il rapporto costo/beneficio per l’applicazione di tale approccio. Sicuramente per le aziende che hanno realizzato un sistema di gestione della qualità che prevede un sistema di controllo e monitoraggio dei processi, il lavoro nella sostanza risulta già realizzato in parte e quindi parte dell’investimento risulta già fatto. Anche questo è un percorso che porta alla conquista di più alti livelli di competitività.
*Consulente Claai per la Qualità
Ricordiamo agli associati Claai che per qualsiasi chiarimento in merito alla progettazione, realizzazione e certificazione di Sistemi di gestione della qualità e ambiente, Salvatore Cortese è disponibile presso la sede Claai tutti i lunedì dalle ore 17.00 alle ore 19.30, previo appuntamento.
Dal Notiziario CLAAI -Febbario 2003










