La crisi economica ha determinato un parziale e temporaneo spostamento delle esigenze di credito delle imprese.
I confidi hanno saputo adattarsi rapidamente al nuovo contesto e alle nuove esigenze delle imprese, riconfermando il loro ruolo anticiclico. Questo li pone in primo piano sull’asse banche-impresa, al punto che si potrebbe ipotizzare una loro presenza ad un tavolo di concertazione tra i due “mondi”.
I confidi sono organismi di garanzia collettiva, costituiti sotto forma di consorzio o cooperativa e basati su un sistema mutualistico. Nascono come espressione delle associazioni di categoria nei comparti dell’industria, del commercio, dell’artigianato e dell’agricoltura. Il patrimonio e’ alimentato dalle imprese socie mediante il conferimento delle quote associative e da contributi pubblici. Per effetto di un meccanismo di amplificazione (moltiplicatore) e’ possibile emettere fidejussione per l’accesso al credito – con istituti convenzionati – per l’ammontare di importi ben più elevati del patrimonio stesso.
In un contesto di cambiamento di rotta possono fare molto, sia in base al radicamento nel sistema imprenditoriale e la conoscenza dei processi, sia per la funzione di assistenza al credito già offerta.
Premesso che il cambiamento di rotta non e’ necessariamente legato alla crisi, ma è un cambiamento radicale che e’ necessario avvenga per una futura gestione dell’impresa considerata sana, i confidi possono avere una duplice funzione:
– a) di consulente per le imprese: gli imprenditori devono assolutamente prendere consapevolezza delle basi della finanza d’impresa e in che maniera le banche valutano le aziende (merito creditizio).
– b) di consigliere per le banche: gli istituti dovrebbero avviare iniziative di istruttoria condivisa con i confidi.
Per agevolare, l’imprenditore andrebbe coinvolto nell’istruttoria condivisa confidi-banca, evidenziandogli appunto le aree di criticità ed indirizzarlo verso una soluzione programmata e assistita, con i dovuti tempi di osservazione.
Queste soluzioni, ricercate di comune accordo possano davvero tracciare la nuova direzione per il sistema impresa imposta dal dovuto – e che sia anche voluto – cambiamento di rotta per un rilancio finalizzato ad una creazione del valore.
E’ necessario un cambio di mentalità anche da parte delle imprese.
Le esigenze aziendali andranno programmate su di un orizzonte temporale di almeno tre anni oltre all’anno in corso: la stessa esigenza di liquidità andrà “scadenzata” e verificata sulla base di dati contabili futuri (flussi di cassa prospettici). E’ frequente il caso di richieste di finanziamento per liquidità aziendale di cui l’imprenditore non ha idea di quanto richiedere e non è neanche a conoscenza di un livello di cassa minimo per la sicurezza della sua impresa.. In questo il confidi , con la propria consulenza e assistenza saprà essere il valore aggiunto per l’impresa associata.










