Più ordine, meno frammentazione e maggiore attenzione a innovazione, investimenti e competitività. È questo l’obiettivo del nuovo Decreto legislativo 26 giugno 2026, n. 138, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 agosto 2026, che interviene sulla revisione del sistema degli incentivi alle imprese.
Il provvedimento rappresenta il secondo tassello della riforma avviata con il Codice degli incentivi (D.Lgs. n. 184/2025) e punta a concentrare gli interventi pubblici su un numero più definito di strumenti, rendendo il sistema più organico ed efficace.
Cinque strumenti per gli incentivi del MIMIT
La revisione riguarda soprattutto le misure di competenza del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT).
Il nuovo sistema si concentra su cinque principali canali:
- Fondo per la Crescita Sostenibile (FCS);
- Fondo di Garanzia per le PMI, per sostenere l’accesso al credito;
- Fondo nazionale per l’innovazione, dedicato al venture capital e alle imprese innovative;
- Nuova Sabatini, per gli investimenti in beni strumentali;
- Incentivi per il settore aerospaziale.
Tra questi, il Fondo per la Crescita Sostenibile assume un ruolo centrale e viene ampliato per accogliere diverse tipologie di interventi.

Quattro priorità per il Fondo per la Crescita Sostenibile
Il FCS sarà articolato in quattro aree principali, che delineano anche alcune delle direttrici su cui si concentreranno le future opportunità per le imprese.
Ricerca, sviluppo e innovazione
La prima area riguarda il sostegno a progetti di ricerca, sviluppo, innovazione e trasferimento tecnologico, compresi gli interventi per la trasformazione digitale delle imprese e la valorizzazione della proprietà industriale.
Potranno essere previsti bandi tematici, sportelli dedicati e strumenti per progetti strategici, anche favorendo la collaborazione tra più imprese, università e altri soggetti.
Start up e nuova imprenditorialità
Il secondo ambito è dedicato alla creazione e allo sviluppo di nuove imprese e start up innovative.
Particolare attenzione è prevista per la nuova imprenditorialità a prevalente o totale partecipazione giovanile o femminile, anche attraverso il collegamento con il mercato del venture capital.


Investimenti e transizione verde e digitale
La terza area riguarda gli investimenti produttivi, con particolare attenzione alla transizione digitale ed ecologica e alla sostenibilità ambientale.
Sono previsti sia i Contratti di sviluppo per programmi di investimento strategici e innovativi di grandi dimensioni, sia futuri bandi tematici rivolti alle imprese. Per questi interventi è prevista una particolare attenzione alle PMI, anche con la possibilità di individuare specifici settori o territori strategici.
Accesso al credito
La quarta area riguarda il sostegno alla continuità e allo sviluppo delle imprese, compresi gli interventi destinati alle realtà che attraversano una temporanea situazione di difficoltà economico-finanziaria.
L’obiettivo è favorire la prosecuzione dell’attività, tutelare l’occupazione e mobilitare capitali pubblici e privati a sostegno dei piani di ristrutturazione.
Non sono ancora nuovi bandi: cosa devono sapere le imprese
Un aspetto importante è che il decreto non rende immediatamente disponibili nuovi incentivi.
Il provvedimento definisce infatti il quadro generale della riforma. Le modalità operative, le risorse e i criteri dei singoli interventi saranno definiti successivamente attraverso i provvedimenti attuativi e la prossima legge di bilancio.
Per le imprese sarà quindi fondamentale continuare a monitorare l’apertura dei futuri bandi tematici, soprattutto per quanto riguarda innovazione, digitalizzazione, transizione ecologica, investimenti produttivi, nuova imprenditorialità e accesso al credito.
Alcune misure vengono soppresse
La riforma prevede anche la soppressione di alcune misure, tra cui il voucher per l’internazionalizzazione – TEM con competenze digitali, due crediti d’imposta relativi a materiali e prodotti da riciclo e riuso e alcune misure del Fondo rotativo nazionale per il self-employment.
Per i procedimenti già avviati resta comunque applicabile la disciplina precedente fino alla conclusione delle relative procedure.
La revisione del sistema degli incentivi indica già alcune delle priorità su cui si concentreranno le future politiche di sostegno alle imprese.
Per questo sarà sempre più importante conoscere tempestivamente le opportunità disponibili e valutarle in relazione ai propri programmi di investimento e crescita.
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