Il Comune di Napoli introduce nuove regole per le attività ricettive extra-alberghiere in una parte del centro storico. Il limite riguarderà il 30% delle unità immobiliari di ciascun edificio.
Il settore degli affitti brevi e dell’ospitalità extra-alberghiera a Napoli si prepara a una nuova fase.
Il Consiglio comunale ha approvato una variante urbanistica che introduce nuove condizioni per le attività ricettive nell’area interessata, con l’obiettivo di tutelare la disponibilità di abitazioni per i residenti.
Il limite del 30% per edificio
La novità principale riguarda il numero di unità immobiliari che potranno essere destinate alle attività ricettive interessate dalla nuova disciplina.
Il limite è fissato al 30% delle unità immobiliari presenti nel singolo edificio.
In pratica, in un fabbricato con 10 appartamenti, non potranno essere destinati alle attività ricettive più di 3 unità, secondo le modalità che saranno definite con i successivi provvedimenti attuativi.
La restante quota dovrà mantenere una destinazione residenziale.
Dove si applicano le nuove regole?
La disciplina non riguarda tutta Napoli, ma una specifica area del centro storico che comprende parti di diversi quartieri e Municipalità.
Sono invece esclusi, tra gli altri, quartieri come Vomero, Arenella, Chiaia, Posillipo e Fuorigrotta.
Per questo, per chi sta valutando l’apertura di una nuova attività ricettiva, sarà fondamentale verificare innanzitutto la posizione esatta dell’immobile e la disciplina urbanistica applicabile.
Previsto anche il cambio di destinazione d’uso
La variante introduce inoltre l’obbligo di cambio di destinazione d’uso per gli immobili destinati alle attività ricettive interessate dalla nuova disciplina.
Si tratta di un aspetto particolarmente rilevante per chi sta valutando un nuovo investimento: prima di acquistare, prendere in locazione o ristrutturare un immobile sarà quindi necessario verificare la fattibilità urbanistica e amministrativa dell’operazione.
Le nuove regole sono già operative?
L’approvazione della variante rappresenta un passaggio importante, ma le nuove disposizioni non sono ancora completamente operative.
Sono infatti necessari ulteriori provvedimenti per definire le modalità concrete di applicazione e di verifica del limite del 30%.
Per le imprese già operative e per chi ha pratiche in corso sarà quindi importante seguire gli sviluppi e verificare come la nuova disciplina inciderà sulla propria situazione.
Cosa verificare prima di investire
Chi sta progettando una nuova attività ricettiva dovrebbe verificare:
- se l’immobile rientra nell’area interessata;
- quante unità dell’edificio sono già destinate ad attività ricettive;
- il rispetto della soglia del 30%;
- la necessità di un cambio di destinazione d’uso;
- lo stato delle eventuali pratiche già presentate.
In un settore in continua evoluzione, conoscere in anticipo le regole applicabili all’immobile può essere decisivo prima di effettuare un investimento.
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