A Nicoletta D’Arbitrio, che è tra i più qualificati esperti di conservazione del nostro patrimonio tessile, docente di restauro dei tessuti nel Biennio di Specializzazione dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, candidata come capolista nel collegio Napoli 1, nelle primarie del 14 ottobre 2007, per l’assemblea costituente nazionale del Partito Democratico, nella lista: “con Veltroni: ambiente innovazione lavoro”, chiediamo di illustrarci più ampiamente questa rara specializzazione in: Restauro dei tessuti in cui da anni è impegnata.
La nostra Città annovera una antica e complessa tradizione tessile, che già nel XIII secolo vedeva coinvolti diversi quartieri nella lavorazione di filati, di tessuti e panni ricamati d’altissimo pregio. Questi rari manufatti, giunti fino a noi, conservati nei musei, nelle chiese ed in collezioni private, costituiscono un preziosissimo patrimonio da tutelare con attenzione. Di questo da molti anni mi occupo, con un impegno continuo, sia teorico che operativo, momenti, funzionali tra loro. Infatti la ricerca documentaria, la catalogazione, l’analisi dei manufatti, sono indispensabili strumenti per rintracciare le caratteristiche storico tecniche dell’immenso patrimonio tessile della nostra città, per studiare e repertare metodi di restauro basati su dati scientifici.
L’insegnamento come si inserisce in questi impegni?
Ho sempre affiancato l’impegno didattico alla mia attività di studio e di resta, perché ritengo sia fondamentale condividere l’esperienza accumulata nei significativi restauri condotti, ad iniziare dal recupero e schedatura dei reperti tessili delle antiche città di Ercolano e di Pompei, oggi nel Museo Archeologico di Napoli, il restauro degli Arazzi della Manifatture Reale Borbonica di San Carlo alle Mortelle, il restauro degli paramenti sacri della Cappella del Tesoro di San Gennaro,il recupero degli abiti dei sovrani Aragonesi, esposti nella musealizzata “Sala del Tesoro”, della Basilica di San Domenico Maggiore di Napoli,che rappresentano, per la vastità dei reperti recuperati di apparati regali del XV e XVI sec., una testimonianza unica in Europa. Questo intervento, vasto e complesso è stato esplicitato in una pubblicazione, da me curata, che restituisce le varie fasi dell’intervento inquadrando i manufatti: i tessuti, gli abiti, e gli accessori, nella storia degli Apparati Vestimentari in auge nelle Corti europee del tempo, che erano disciplinati dai severi regolamenti di “Etichetta”. In questo quadro di esperienze, l’insegnamento è funzionale per formare tecnici edotti, in particolare, sulle caratteristiche peculiari del nostro patrimonio tessile, sulle sue matrici atcnoantropologiche e tecniche, quindi, capaci di intervenire con una mirata consapevolezza, tecnica e storica.
L’ultimo progetto ”Un Giojello per la Regina”, condotto per incarico della Provincia di Napoli, si inserisce in questo ambito conservativo?
L’iniziativa dell’Assessorato all’Artigianato della Provincia di Napoli ha inteso affidarmi nel 2006, per promuovere l’antica arte della oreficeria napoletana e della Provincia di Napoli, ha inteso legare l’operosa attività odierna degli artefici a quella della tradizione aulica, non solo dal punto di vista formale, ma soprattutto riproponendone le caratteristiche tecniche e materiche, per esaltarne il legame con il territorio e le sue tradizioni.
Oggi più che mai l’artigianato artistico ha bisogno di visibilità, e questa esigenza non può prescindere dal legame con il territorio, dalla riqualificazione e recupero architettonico dei luoghi. Il recupero del territorio e la riqualificazione delle “arti della città”, non possono essere, nei fatti scisse, essi sono storicamente funzionali tra loro, e ne costituiscono l’identità.
Ancora oggi, l’arte orafa a Napoli, si identifica nel “Borgo Orefici”, dove era già radicata nel XIII secolo.
Come si lega la scelta di partecipare attivamente alla nascita del Partito Democratico al tuo impegno professionale?
Ho aderito alla richiesta fattami di candidarmi per la elezione dei rappresentanti dell’assemblea nazionale del nascente partito, nella lista “Con Veltroni: Ambiente, Innovazione, lavoro”, perché da subito esplicita l’impegno che si vuole assumere, che in linea con quanto da me già condotto, come impegno personale, nel dirigere la mia attività professionale sui temi della valorizzazione del patrimonio locale, e nella formazione professionale. Il ruolo delle istituzioni pubbliche è essenziale, sono esse che definiscono il quadro legislativo, politico ed economico entro cui operare, e che hanno la facoltà di programmare, finanziare le attività di ricerca, tutelare il lavoro.
Le primarie poste in essere dal nascente partito, ci offrono la possibilità, ora, di scegliere chi riteniamo, abbia dimostrato impegno e professionalità, e possa rappresentarci prossimamente.










