Il segretario generale della Confederazione Libere Associazioni Artigiane Italiane-Claai si è espresso sulla situazione greca riconoscendola come un caso senza precedenti, in cui è facilmente immaginabile il ruolo principlae che la Bce ricoprirà nella sopravvivenza degli istituti di credito ellenici.
Il debito pubblico ellenico ammonta a 280,8 miliardi di euro di cui l’82,5% sono dovuti a creditori istituzionali tra cui il fondo salva Stati European finanzial stability facility (Efsf) che ne è il maggior creditore per non parlare degli Stati membri che hanno concesso crediti fino a 52,9 miliardi di euro.
L’Italia risulta coinvolta per 37,2 miliardi di euro che posiziona Roma al terzo posto nella lista dei Paesi creditori.
E’ chiaro come un default della Grecia vada evitato perché avrebbe effetti deleteri per l’accesso al credito delle piccole e medie imprese del nostro Paese. L’Italia, grazie alle riforme messe in atto, è stata messa in sicurezza, tuttavia è da evitare un effetto domino nei confronti di altri Paesi dell’Unione, in quanto il rischio per le imprese italiane sarebbe più di sfiducia generale nella ripresa che di un effettivo contaggio economico.
Il segretario generale della Claai, Marco Accornero, ha precisato in una nota che non si può soprassedere sulle responsabilità della Grecia. Per leggere l’intervento di Marco Accornero sulla questione, clicca qui.










